Foglio Campate
Foglio Campate
Le campate rappresentano il solaio posto fra due nodi. Un solaio di n nodi avrà quindi n-1 campate per ognuna delle quali è possibile definire la tecnologia costruttiva mutuata dalla definizione della "Sezione composta".

Si osservi che il foglio non richiede la definizione della luce, in quanto questa è completamente definita dalla posizione e dall'ingombro dei nodi, fra i quali è posta la campata. L'ordine delle successive campate è quindi univocamente definito dalla progressione dei nodi successivi.
Sezione composta
Nella colonna sec si sceglie la tipologia di sezione da applicare alla campata tra quelle definite in "Sezione composta".
Ribassamento dell'estradosso
Nella colonna re è possibile assegnare il ribassamento dell'estradosso rispetto alla congiungente i nodi di estremità, in centimetri.
Dimensioni delle fasce piene e semipiene
Nelle colonne fp1, fs1, fp2, fs2 vengono definite le dimensioni minime in centimetri della fascia piena e semipiena a sinistra e della fascia semipiena e piena a destra.
Si tenga presente che i valori effettivi delle fasce piene e semipiene possono risultare maggiori di quelli assegnati per la giustificazione delle pignatte in numero intero su ogni campata, nel rispetto della lunghezza assegnata per la pignatta nel foglio dei Dati generali.
Nel caso delle lastre alveolari la realizzazione delle fasce piene e semipiene ottiene versando il getto integrativo di calcestruzzo all'interno delle cavità della lastra, lasciate opportunamente libere all'estradosso con apposite fenditure, da richiedere preventivamente all'azienda produttrice del manufatto. La lunghezza del tratto di riempimento è diversificato per fascia piena e semipiena e dipende anche dall'opzione di posizionamento della lastra rispetto all'appoggio (a filo appoggio o a filo fascia piena) e dal rientro assegnato dall'utente nel foglio dei Parametri di progetto. La fascia piena si realizza col riempimento di tutti i fori, la fascia semipiena col riempimento alternato dei fori, estendendo il riempimento lungo la luce per le lunghezze richieste.
Presenza travetto ripartitore
La presenza del travetto ripartitore può essere imposta contrassegnando la casella sulla colonna r.
Peso proprio medio del solaio
Nell'ultima colonna pps viene riportato il peso proprio medio del solaio, calcolato in automatico dal programma in base alle caratteristiche dimensionali del solaio (interasse, larghezza travetto, spessore soletta superiore ed inferiore, peso proprio dei blocchi, dimensioni delle fasce piene e semipiene), da intendere come valore medio in quanto tiene conto dell'incidenza in peso dovuto alle fasce piene e semipiene presenti. Il dato ha esclusivamente un carattere informativo, non è direttamente digitabile e non è applicato automaticamente come carico sul solaio.
In funzione del valore stimato per il peso proprio, l'utente dovrà assegnare i carichi permanenti sulle campate, in misura tale da coprire il peso proprio del solaio e gli altri carichi permanenti presenti sulla campata (massetto, pavimentazione, intonaci, ecc.).
In ogni caso, come già evidenziato in un precedente paragrafo, se il programma riscontra valori del carico permanente minori del peso proprio stimato provvede a rilasciare opportuni messaggi di attenzione nella fase del controllo dati.
Grado di snodo
Il grado di snodo consente di rilassare la condizione di vincolo rotazionale nei nodi estremali della campata. E' diversificato per i carichi permanenti (pap) e per i carichi variabili (vap) ed è rappresentato da un numero compreso fra 0 e 1, in cui:
0 rappresenta nessuno snodo,
1 rappresenta lo snodo completo.
In linea generale il grado di snodo può essere una scelta progettuale che, in ultima analisi, porta ad una migrazione dei momenti dall'incastro alla mezzeria, con un effetto riduttivo del momento negativo all'appoggio (che tende ad annullarsi) e un aumento del momento positivo in campata (che al limite raggiunge il valore teorico della trave appoggiata). In questo caso lo snodo può essere assegnato uguale per carichi permanenti e variabili, in quanto riflette il vincolo teorico ipotizzato progettualmente, valido indipendentemente dal tipo di carico. In teoria assegnando lo snodo completo (pap e vap unitari) si ottiene la soluzione della trave semplicemente appoggiata, con momento nullo agli estremi e massimo in mezzeria. Si tenga presente che nelle tipologie con travetti o lastre precompresse, spostare lo schema statico del solaio verso la trave appoggiata può essere una valida soluzione per far fronte alla scarsa efficienza di questi sistemi nei confronti dei momenti negativi.
Il grado di snodo però può essere usato vantaggiosamente anche in altri casi. Ad esempio, nei solai supposti progettualmente continui può comunque essere opportuno considerare un certo grado di snodo per il carico permanente, per tener conto delle particolari modalità di applicazione di questo carico. Infatti, una determinata aliquota del carico permanente rappresentata dal peso proprio strutturale, che chiameremo aliquota di fase 1, è applicata contestualmente alla costruzione e in parte sostenuta da puntellature temporanee. Per tale aliquota, le deformazioni sono parzialmente assorbite nel periodo iniziale di costruzione, quando il calcestruzzo è in fase di maturazione e il comportamento a trave continua è praticamente assente, ragione per cui la campata lavora in condizioni assimilabili allo schema isostatico di trave appoggiata. Per tener conto di questo effetto possiamo quindi assegnare un grado di snodo pap pari al rapporto fra l'aliquota di permanente di fase 1 e il permanente totale, eventualmente ridotto in qualche misura per tener conto della presenza delle puntellature, che assorbendo parte del carico riducono l'aliquota permanente di fase 1 (ovvero del carico che lavora sulla condizione di semplice appoggio).