Nell'aggiornamento V14 sono state introdotte le seguenti funzionalità:

  • Maggiore libertà nella definizione dei telai e delle pareti,
  • Estensione capacità d’importazione sfondi Dxf e Dwg,
  • Nuove tecniche di rinforzo disponibili per i nodi
  • Nuove voci di consuntivo per i rinforzi
  • Vista 2D delle carpenterie dei rinforzi,
  • Vista 3D dei ferri di armatura e relativa esportazione BIM.


    1. Maggiore libertà nella definizione dei telai e delle pareti

Nella definizione delle travi sono state eliminate alcune difficoltà che si presentavano nelle versioni precedenti, quando si avevano travi ai vari livelli poste sugli stessi allineamenti in pianta. 

Un caso tipico è quello di travi costituite da un unico segmento ad un livello e da due o più segmenti ad altri livelli (ad esempio per la presenza di un pilastro intermedio che poi si interrompe). 

Un altro esempio è quello di mensole di differente lunghezza ai vari livelli. 

Nelle versioni precedenti la procedura obbligava a costruire segmenti di travi senza sovrapposizioni e lasciare al programma il compito di accorpare tali segmenti quando possibile. Adesso invece è l’utente che direttamente definisce le travi fra i montanti così come si presentano ai vari livelli, con una semplificazione che si estende anche per il riconoscimento degli elementi nei tabulati di stampa. 

Questa nuova modalità semplifica anche la necessità di propagare le modifiche alle campate ed ai campi solaio a tutti i livelli, con ulteriore risparmio di tempo, nel caso in cui sia richiesto di spezzare una trave in un solo livello per affinare localmente il modello.



Ancora sulle travi sono stati generalizzati i salti di livello, che possono adesso riguardare indifferentemente l’uno o l’altro nodo, mentre nelle versioni precedenti questa prerogativa era obbligatoriamente riferita al secondo nodo d’incidenza. 

Altri interventi hanno riguardato la costruzione delle pareti, per evitare le complicazioni delle versioni precedenti nella modellazione del macroelemento WCM (Wide Column Model), che si articola nella spezzatura della campata originaria, inserendo il montante intermedio per ospitare il pannello centrale e le due travi figlie per il collegamento rigido con gli elementi adiacenti (operazioni eseguite sempre in automatico dal software). 

Inoltre, adesso è possibile modellare casi preclusi nelle versioni precedenti: ad esempio le pareti in falso, nei casi in cui manchi un pannello ad un livello inferiore, e l’accorpamento anche di pannelli fra piani diversi quando si omette la trave di suddivisione fra un piano e l’altro. 

    1. Estensione capacità d’importazione sfondi Dxf e Dwg

Nella fase di input del modello, un grosso aiuto viene dalla possibilità di importare uno sfondo grafico sul quale eseguire le operazioni d’inserimento in pianta. Con la nuova versione sono state ampliate le capacità di importazione degli sfondi Dxf (che non richiedono più preparazioni preliminari) ed è stata aggiunta la capacità di lettura di file Dwg, con la possibilità di importare tutti gli elementi del disegno (linee, polilinee, caratteri, ecc.), accendere o spegnere singoli layers, gestire lo snap e visualizzare i colori originali oppure uniformarli ad un unico colore.

Inoltre, il software riconosce eventuali modifiche eseguite sul documento di sfondo (Dxf o Dwg) con CAD esterni ed aggiorna simultaneamente la visualizzazione (riconoscendo in automatico che il file esterno è stato salvato) senza la necessità di riaprire e riposizionare il disegno.


    1. Nuove tecniche di rinforzo disponibili per i nodi

Ai tipi di rinforzo previsti nel programma si aggiungono adesso alcune tecniche largamente utilizzate nel rinforzo dei nodi per la loro relativa facilità di esecuzione, parliamo di:

  • placcaggio nodi con piastre in acciaio (Steel Plates),
  • placcaggio nodi con piastre in materiali compositi (Frp Plates).

Entrambe le tecniche sono eseguibili dall’esterno e richiedono essenzialmente la messa a nudo dei pannelli nodali liberi da travi, sui quali si applicano piastre in acciaio o tessuti quadriassiali in materiale composito, le prime con connessioni meccaniche, le seconde per incollaggio o connessioni a fiocchi. 

Gli effetti di tali rinforzi portano benefici evidenti nella verifica a trazione diagonale del nodo e, limitatamente per le piastre in acciaio, anche sulla verifica a compressione diagonale. 




Per l’efficienza del rinforzo è necessario che la piastra o il placcaggio siano adeguatamente ancorati al nucleo di calcestruzzo del nodo. L’effetto della sola aderenza produce un contributo di base, ma in genere è necessario prevedere in aggiunta un sistema di ancoranti specifici per il tipo di piastra, dimensionato nel numero e nella posizione, come visibile nelle seguenti figure.

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Rinforzo nodale con piastre metalliche

Nel caso di rinforzo con piastre metalliche tg\r43il sistema viene definito mediante i due componenti principali:

  • il piatto in acciaio: liscio o nervato:
    definito nel tipo di acciaio, spessore, numero e tipo di ancoranti, area nervature (se presenti), resistenza di aderenza;
  • il sistema di ancoranti metallici:
    definiti nel meccanismo resistente (meccanico o chimico), posizioni, diametro del gambo, profondità effettiva di ancoraggio, presenza di sistemi anti martellamento.

La capacità di ancoraggio viene valutata in accordo alle Ntc18, secondo le disposizioni di EC2-Part 4 Design of fastenings for use in concrete (CEN, 2018) e del Documento di Valutazione Europea EOTA EAD 330232-01-0601 Mechanical fasteners for use in concrete (2021).


Rinforzo nodale con placcaggi in fibra

Nel caso di rinforzo con placcaggi in fibra il sistema viene definito mediante i due componenti principali:

  • il placcaggio in fibra: 
    con la definizione del tipo di tessuto (monoassiale, biassiale o quadriassiale), del tipo di fibra, del numero e del tipo di ancoranti,
  • il sistema di ancoranti a fiocco:
    con la definizione del tipo di fibra, geometria del fiocco, diametro del connettore, profondità di inghisaggio, caratteristiche meccaniche della resina.

La capacità di ancoraggio per gli ancoranti in fibra del tipo a fiocco viene valutata in accordo alla CNR DT200 R2/2025  Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo di Interventi di Consolidamento Statico mediante l’utilizzo di Compositi Fibrorinforzati.


                 

    1. Nuove voci di consuntivo per i rinforzi

Il consuntivo dei materiali è stato esteso ai rinforzi, per tutti i tipi previsti dal programma ed è dettagliato per tipologie, livelli etc. in modo da poter avere sempre un controlli immediati dei quantitativi globali per stime accurate dei costi nelle fasi successive delle lavorazioni.


    1. Vista 2D delle carpenterie dei rinforzi

Nella nuova versione sono state introdotte le carpenterie dei rinforzi, nelle travate e nelle pilastrate, che rappresentano gli elaborati esecutivi per la messa in opera dei rinforzi:


Rcj (Reinforced Concrete Jacketing): 

incamiciatura in c.a.

Stj (Steel Jacketing): 

incamiciatura in acciaio,

Camj (Cucitura Attive Manufatti): 

incamiciatura con cuciture attive,

Frpj (Frp Jacketing):

incamiciatura in materiali compositi,

Frps (Frp Strip): 

placcaggio in materiali compositi,

Stepl (Steel Plates): 

placcaggio nodi con piastre in acciaio,

Frppl (Frp Plates): 

placcaggio nodi con piastre in materiali compositi.

               

Queste possono essere impaginate ed esportate in Dxf o Pdf con le usuali modalità relative alle carpenterie delle armature. 


Rinforzi sulle travi


  

Rinforzi con incamiciatura in c.a. su pilastri e con piastre in acciaio nei nodi


Rinforzi con incamiciatura in acciaio su pilastri e con piastre in acciaio nei nodi


Rinforzi in m.composito con avvolgimenti su pilastri e placcaggi nei nodi


 

Rinforzi in m.composito: particolare del placcaggio nodale con ancoranti a fiocco



    1. Vista 3D dei ferri di armatura e relativa esportazione BIM

Le viste 3D del modello sono state arricchite con le estensioni ai ferri di armatura per tutti gli elementi (travi, pilastri, plinti, platee), che permettono di apprezzare la disposizione nello spazio dei ferri longitudinali, delle staffe e degli eventuali tralicci Rep/Prem presenti. 

Adesso è possibile esportare anche l'armatura per come visualizzata nel 3D  in formato IFC. Questo consente una maggiore continuità tra modello di calcolo, coordinamento BIM e computo metrico, facilitando l’integrazione con altri strumenti di progetto. In particolare sia per l'esportazione in IFC che per la visualizzazione del 3d si utilizza una modalità sintetica wireframe delle barre di armatura che consente una gestione agile del file dati anche per modelli complessi.